Il vero risparmio riducendo le ore di accensione e abbassando la temperatura”

Proroga di due anni per l’installazione delle valvole termostatiche”, è la proposta di Raffaele Petrarulo, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia di Torino, in replica al consigliere regionale Andrea Stara e il parlamentare Stefano Esposito.

“In tempi di crisi come quello che stiamo attraversando, mentre le famiglie stentano ad arrivare a fine mese e le persone stentano a trovare lavoro, è impensabile accelerare i tempi di nuove spese con la tendenziosa promessa di risparmi e rimborsi, evidenzia Petrarulo.

“L’unica certezza – puntualizza Petrarulo – è che per ogni appartamento i costi di installazione delle valvole termostatiche oscillano dai 500 ai 1000 euro. Il risparmio del 30% annuo sui consumi è una stima teorica e la detrazione statale sarà spalmata su 10 anni. Trasformandosi in un rimborso irrisorio. Chi ci guadagna da tanta fretta? E quanti torinesi risparmierebbero, invece, rinviando di due anni la spesa in modo da risparmiare in vista dell’investimento? Il vero risparmio, per l’ambiente e le tasche dei cittadini, è il corretto utilizzo degli impianti centralizzati: i condomini dovrebbero ridurre il numero di ore di accensione dei caloriferi e abbassare la temperatura di riscaldamento”.

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Istituire anche in Provincia di Torino una Commissione Speciale di Promozione della cultura della Legalità e di contrasto dei fenomeni mafiosi. E’ la proposta del gruppo consiliare di Italia dei valori alla Provincia di Torino, primo firmatario Roberto Barbieri, anche alla luce dei recenti fatti che hanno drammaticamente riportato all’ordine del giorno il fenomeno delle infiltrazioni della malavita nelle Istituzioni.

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Noi dell’idv consideriamo negativamente il mancato accordo, al tavolo della trattativa, del Governo con le parti Sociali (Organizzazioni Datoriali e Organizzazioni

Sindacali) consumatosi il 20 marzo.Scegliamo di porre l’attenzione su ciò che rappresenta una realtà da molti decenni,
ovvero che il rapporto di lavoro dipendente realizza la contrattualizzazione tra
soggetti aventi impari forza. Mentre ledimissioni del lavoratore creano al datore di
lavoro il mero fastidio di u na sostituzione, peraltro favorita dall’enorme ricchezza dell’offerta di lavoro, il licenziamento costituisce per il lavoratore un dramma.

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ImmagineMappano e la sua popolazione non possono continuare ad essere una frazione. Come politico e consigliere di Italia dei valori alla Provincia di Torino, e tutto il gruppo consiliare, compattamente ci opponiamo alla persistenza di un puzzle di quattro comuni, senza una politica omogenea e distinta, che è oggi la frazione di Mappano. Domani voteremo favorevolmente alla proposta di legge regionale per l’istituzione di Mappano come comune autonomo”, è la posizione di Raffaele Petrarulo, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia di Torino.

“Da giorni ricevo sollecitazioni e appelli di solidarietà da parte dei cittadini di Mappano. Sono centinaia gli uomini e donne, associazioni e parrocchie, che chiedono gli sia restituito il diritto di autedeterminazione – riferisce Petrarulo – A quelle donne e quegli uomini rispondo con la coerenza e la determinazione che mi ha accompagnato in questi anni di politica, per riconfermare il voto favorevole già espresso per il referendum due volte bocciato dal Tar e per la terza volta tornato all’ordine del giorno”.

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Lavoro, in Italia, sempre più fa rima con disoccupazione e precarizzazione. Ma la crisi dell’occupazione non si risolve abolendo i diritti dei lavoratori. Operai più o meno specializzati guardano da dietro ai cancelli le loro fabbriche chiuse, donne sono licenziate perché divenute madri o hanno rinunciato a diventarlo, giovani diplomati e laureati collezionano uno stage dopo l’altro senza speranza di inserimento in azienda. Nell’anno dei sacrifici e della crisi, la percentuale della disoccupazione nel nostro Paese è a quota 8,9% della popolazione totale, oltre le più nere previsioni e ai minimi storici dal 2001.

Leggendo tra le righe di questi dati catastrofici, la situazione è molto più critica. Giacchè tra i “lavoratori” si inseriscono anche quelle persone che, in una settimana, hanno lavorato poche ore o un giorno. Senza considerare, invece, quella massa di persone composta da donne e ultracinquantenni che il lavoro nemmeno provano più a cercarlo. Secondo le stime di Bankitalia in questo caso il dato reale sarebbe pari all11%. Oltre 6,5 milioni di disoccupati.

Occorre, oggi, una soluzione drastica, rapida ed efficace per uscire dalla crisi lavorativa ed occupazionale. Che non è l’abolizione dei diritti di chi un lavoro ce l’ha ancora, ma la fortificazione dei diritti per tutti colore che cercano, ed hanno voglia di darsi da fare per il proprio futuro e per quello di tutta l’Italia. La favola per cui solo una maggiore libertà di licenziamento può sollevare il mercato del lavoro è un controsenso smentito proprio dall’aumento della disoccupazione, o dalla retromarcia della Fiat sul programma di investimenti promessi in cambio della firma di un nuovo contratto di lavoro.

Sono dieci anni che i diritti dei lavoratori vengono sistematicamente eliminati, senza che ciò abbia salvato un solo posto di lavoro: di questo dovrebbe occuparsi il nuovo Governo, e non di imporre alle parti sociali un’agenda delle priorità opposta a quella che suggerisce la realtà.

Mancanza di commesse, riorganizzazione del lavoro, fallimento aziendale, cambio di gestione, o solo un gravidanza. Sono le ragioni dei licenziamenti, sono i contrattempi in cui migliaia di lavoratori possono incorrere rischiando di rimanere senza un reddito ai tempi della crisi. Ma sono anche le discriminazioni da cui sono protetti coloro che possono usufruire dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che tutela il dipendente dal licenziamento facile.

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E’ necessario e indifferibile introdurre vere liberalizzazioni nei settori strategici dell’economia italiana. A cominciare proprio dai collegamenti ferroviari, a sostegno e incentivo di imprenditori coraggiosi come Giuseppe Arena, nel caso di Arenaways, la società di treni completamente privati che è stata costretta al fallimento a causa della normativa italiana solo teoricamente liberista e delle contraddizioni sulle quali si esprimerà il Tar del Lazio” ha dichiarato di Raffaele Petrarulo, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia di Torino, intervenuto in consiglio provinciale sull’ordine del giorno per la liberalizzazione del sistema trasportistico ferroviario. Read More

Italia dei valori, con gli assessori D’Acri e Porqueddu e i consiglieri Barbieri, Cermignani, Mancuso e Petrarulo, eletti nella Provincia di Torino, voterà a favore e sostegno di una modifica del documento dell’UPI (Unione delle Province Italiane) contro l’abolizione e lo svuotamento delle Province ma a favore di una riorganizzazione non solo delle amministrazioni locali ma anche degli enti decentrati. A tutela e sostegno dell’occupazione e a favore della riorganizzazione di meriti, specializzazioni e competenze dei lavoratori provinciali.

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La Regione incoraggi base Ryanair a Caselle

Occorre sostenere e appoggiare l’interesse di Ryanair nei confronti dell’aeroporto torinese anche con agevolazioni e incentivi pubblici. L’apertura di una base Ryanair proprio a Caselle si trasformerebbe in volano per un ulteriore lancio turistico ed economico della città,” è la posizione di Raffaele Petrarulo, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia di Torino. “Torino non deve essere soltanto un aeroporto di passaggio, dove sostano in attesa cose e persone destinate altrove, ma può e deve trasformarsi un meta e destinazione di passeggeri di tutto il mondo”.

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