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MUOVERSI FACILE

Idee e proposte per vivere (meglio) il quartiere

 Commercio in crisi, cantieri che condizionano la viabilità, barriere architettoniche: più che un convegno l’incontro di domani sera in via Cherasco proverà ad essere un momento di confronto partecipato, aperto alla pluralità di voci che vorranno dare il loro contributo alla costruzione di un percorso condiviso e un obiettivo comune. Quello di migliorare la vivibilità e la fruibilità dei quartieri Lingotto – Nizza – Millefonti.

Roberto Barbieri, coordinatore alla Viabilità alla Circoscrizione 9, aprirà il dibattito sulla rivoluzione urbanistica che sta coinvolgendo la Circoscrizione 9, oggi con i cantieri della metropolitana, domani con el ricadute positive che una tale infrastruttura avrà sul territorio.

Silvano Moschini, cavaliere del lavoro e presidente dell’associazione commercianti di via Nizza, discuterà della doppia crisi globale e locale che ha investito il commercio a causa della convivenza con i cantieri.

Fulvia Manfrino, presidente dell’associazione Caccia alla barriera alla 9, ci aiuterà a riflettere sul disagio delle barriere architettoniche.

Ospite del dibattito anche Raffaele Petrarulo, consigliere di Italia dei valori al Comune di torino, che nel corso della sua attività istituzionale ha promosso agevolazioni fiscali per i commercianti di via Nizza  che convivono con i cantieri, sicurezza e controllo sui mezzi di trasporto, monitoraggio dei cantieri e allungamento degli orari del servizio di metropolitana.

Moderatore Mariagiovanna Ferrante, giornalista

 Giovedì 18 marzo 2010, h. 18

Centro d’incontro di via Cherasco 10

Circoscrizione 9, Torino

Ingresso libero, aperto a tutti

Cinque morti e 120 feriti dal 2005 al 2009, 6 incidenti nei primi 2 mesi del 2010. Quasi 300 contravvenzioni per eccesso di velocità quando vengono collocati gli autovelox ambulanti. Cos’altro deve fare una strada per essere considerata pericolosa?” Ho discusso un’interpellanza sulla pericolosità del tratto di via Pietro Cossa che fiancheggia il parco della Pellerina, e sulla necessità di una diversa regolamentazione semaforica per la rampa che da corso Regina Margherita immette su via Cossa.

Dovere di un politico è garantire e tutelare la sicurezza dei cittadini, e quindi predisporre tutti gli espedienti perché siano ridotti i fattori di rischio, come appunto l’alta velocità sulle strade cittadine. Quindi non innalzando i limiti massimi di velocità ma verificando che i limiti stessi siano rispettati. Per ragioni di sicurezza e non per battere cassa.

“Da Aprile sarà avviato un monitoraggio del flusso veicolare per studiare la modifica delle tempistiche dell’impianto semaforico che gestisce l’entrata e l’uscita delle automobili dai 40 interni dell’agglomerato urbano E29. Prometto di tenere vigile lo sguardo su quella fetta di città trascurata.

Quattro edifici scolastici, nella Provincia di Torino, sono sprovvisti del Cip, il certificato di prevenzione incendi di cui devono essere provvisti tutti gli edifici pubblici per ragioni di sicurezza: come è stata possibile questa disattenzione? Quali sono gli edifici in questione?” ce lo chiediamo tutti noi di Italia dei valoria nome di tutte le persone che frequentano quei luoghi potenzialmente a rischio.

Vicende come quella tragica che si è consumata al Darwin dovrebbero fungere da monito contro disattenzioni e pigrizie. La Provincia di Torino è direttamente responsabile  di quanto accade in quegli edifici, come dimostrato dal rinvio a giudizio di 7 imputati, fra funzionari della Provincia di Torino e dipendenti della scuola, nel processo per la morte di Vito Scafidi. Significa che la provincia deve effettuare tutto quanto in suo potere per evitare il ripetersi di una tragedia. Deve essere subito redatto l’elenco delle scuole sprovviste del CPI, da inoltrare alle istituzioni di competenza per l’avvio di una supervisione in loco e dell’immediata messa in regola degli edifici stessi: il nostro motto è non aspettare domani per ciò che può essere fatto oggi.

La violenza in crescita a Torino nord va di pari passo con il  senso di insicurezza dei cittadini. A questo la politica deve rispondere garantendo una maggiore presenza delle forze dell’ordine senza militarizzare il territorio, e installando telecamere di videosorveglianza come dissuasori alla microcriminalità senza trasformare il quartiere nella casa del Grande Fratello. Un impegno a lungo termine che deve dare subito i suoi risultati.
E’ la tesi di Raffaele Petrarulo, politico di Italia dei valori, intervenuto in diretta a Prima Serata, la trasmissione di Massimo Tadornii n onda su Videogruppo

Variazione del bilancio provinciale in nome della sicurezza nelle scuole  è il motto di un politico attento alle esigenze del territorio. Oggi in commissione ho appoggiato la proposta di ribaltamento dal 2009 al 2010 di stanziamenti di spesa finanziati a mutuo per la manutenzione straordinaria presso la succursale del Liceo Einstein e un aumento di 210mila euro di investimenti nella sicurezza.

Occorre un piano di intervento a garanzia della sicurezza scolastica, attuativo da subito su tutto il territorio provinciale . Episodi come la tragedia occorsa in altri istituti scolastici devono fungere da monito e sprone all’azione politica, perchè non si ripetano analoghe sciagure di cui sono vittime i nostri figli e i nostri nipoti.

La messa in sicurezza delle scuole frequentate dai bambini e dai ragazzi piemontesi è una responsabilità da cui nessuno è estaneo. Per questo  occorre coraggio nelle scelte e nella denuncia di una situazione critica: dobbiamo studiare, e subito, un piano alternativo all’utilizzo delle scuole eventualmente non a norma, fosse anche necessario decidere la chiusura della scuola stessa in attesa dello stanziamento dei fondi.

Ventisette fa un disastroso incendio ha distrutto il Cinema Statuto e ucciso 64 persone per intossicazione da fumi ed ustioni. La più anziana aveva 55 anni, la più giovane 7, e 9 bambini rimasero orfani. Si è trattato della più grande strage dell’Italia dal dopoguerra ad oggi a Torino.

Sono ferite che non si rimarginano, e non possono essere dimenticate. La mia partecipazione alla cerimonia di commermorazione delle vittime di quel disastroso 13 febbraio 1983 non è una questione di facciata, ma un dolore sentito e condiviso che si mescola all’impegno politico perchè tragedie del genere non abbiano più a ripetersi.

Aggressori di via Daun incastrati con l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza collocate vicino all’abitazione dell’anziano rapinato e malmenato. Un plauso alle forze dell’ordine, ma anche alle nuove tecnologie che contribuiscono notevolmente ad accelerare e semplificare i tempi della giustizia. In una città sempre più pericolosa anche nelle ore diurne l’installazione di videocamere a circuito chiuso in alcuni punti strategici o in zone più a rischio può trasformarsi in un modo efficace per sopperire alla carenza di organico delle forze dell’ordine che dovrebbero presiedere il territorio.

Avevo già proposto una tale soluzione per il giardino di via Pacini all’angolo con via Bioglio, nell’area ex Ceat che continua ad essere luogo privilegiato per lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti. Dopo i fatti di cronaca di questi giorni ancor più sottolineo l’urgenza e l’opportunità di aumentare il numero di telecamere in città, non per violare la privacy dei cittadini onesti ma per fungere da deterrente verso i malintenzionati e assicurare la riduzione degli episodi di microcriminalità diffusa. Telecamere in tutti i parchi pubblici cittadini, ad esempio, si rivelerebbero utilissime contro lo spaccio di droga o gli episodi di vandalismo alle opere pubbliche.

Le immagini registrate sarebbero comunque trattate dalle forze dell’ordine nell’assoluto rispetto della privacy dei soggetti ripresi e, come per tutte le registrazioni a circuito chiuso effettuate nelle banche o in altri uffici, sarebbero cancellate nell’arco di poche ore dalla registrazione stessa.

Obiettivo sicurezza a cominciare dagli istituti scolastici è la parola d’ordine di Italia dei valori alla Provincia di Torino. Lo ha sottolineato oggi l’interpellanza sostenuta dai 5 consiglieri Idv per ottimizzare e meglio gestire i controlli sull’agibilità e la sicurezza delle scuole piemontesi, affidando il coordinamento delle operazioni alla provincia, ente amministrativo competente per territorio. “Sono soprattutto controlli visivi dall’attendibilità discutibile quelli che si stanno svolgendo negli ultimi mesi in Piemonte in base all’Intesa tra Governo, Regioni, Province Autonome e Autonomie locali per la sicurezza scolastica, mentre la Regione Piemonte era lanciata nel programma biennale per la richiesta delle certificazioni di sicurezza” ha osservato Marco D’Acri (Idv). “Ma la provincia di Torino è già in possesso di molte copie della certificazione di sicurezza che di volta in volta viene richiesta in occasione dei controlli svolti da Asl, vigili del fuoco o altri ispettori, ed è giusto che facciano appello a tale ente i dirigenti scolastici”. La Provincia di Torino, in possesso di una nutrita documentazione relativa agli impianti scolastici sul territorio, potrebbe ricoprire egregiamente il ruolo di mediatore in tale operazione di controllo rivolto al miglioramento della sicurezza scolastica, giacché i presidi potrebbero rivolgersi in via Maria Vittoria in occasione del periodo di controllo, e i controllori partirebbero dall’archivio per ispezionare più dettagliatamente il patrimonio scolastico e sollecitare aggiornamenti e verifiche degli impianti o il loro eventuale rinnovo. “Sicurezza è la parola d’ordine che sta animando la nostra azione politica”, prosegue Raffaele Petrarulo, capogruppo Idv in Provincia. “Grazie alla nostra sollecitazione è stato inserito nel bilancio provinciale 2010 uno stanziamento di 600mila euro per assicurare la sicurezza delle aule e effettuare la copertura del tetto di edificio e palestra del Primo Liceo Artistico di Torino in via Carcano 31 all’origine non in bilancio, della cui urgenza invece mi ero reso conto di persona in seguito a una ispezione in loco”.

Approvato con successo il bilancio provinciale per il 2010. La priorità dell’azione politica quest’anno sarà rivolta soprattutto alla sicurezza. Grazie a un emendamento al Bilancio inserito dalla Giunta su sollecitazione di Italia dei valori, alla voce edilizia scolastica figura un importo complessivo di 600mila euro per assicurare la sicurezza delle aule e effettuare la copertura del tetto di edificio e palestra del Primo Liceo Artistico di Torino in via Carcano 31. A seguito di un sopralluogo effettuato presso la sede dell’istituto a fine 2008, era stata infatti constatata la bassa sicurezza all’interno delle aule e infiltrazioni di acqua in diversi punti dell’edificio oltre all’insufficiente copertura soprattutto della palestra utilizzata anche da un’associazione sportiva.

 La sede del Primo Liceo Artistico purtroppo, non figurava tra gli edifici inclusi nel bilancio triennale degli interventi per l’edilizia scolastica. Ho chiesto alla giunta di anticipare a quest’anno l’intervento, importante e urgente per l’agibilità e l’utilizzo sicuro della scuola. L’importo dei lavori, previsto in 600mila euro, è finanziato attualmente a mutuo. Per quanto riguarda la tempistica, se l’elenco annuale 2009 dei lavori previsti dal piano triennale dell’edilizia scolastica non subirà variazioni, si ritiene che l’inizio dei lavori possa essere previsto entro l’estate 2010.

“Il lavoro attento e costante delle forze dell’ordine sul territorio è ciò di cui la gente che abita nei quartieri di Aurora e barriera di Milano  ha maggiormente bisogno per ritrovare fiducia nelle autorità cittadine e sicurezza nella propria vita privata. io stesso, nella mia azione politica ho sollecitato nei quartieri a rischio l’aumento di controlli coordinati tra le varie forze di polizia stanziate sul territorio per migliorare la qualità della vita in un’area della città fragile dove purtroppo si registra il più alto tasso di reati.

 Il mio appello, però, è a non abbassare la guardia. Giacchè, purtroppo, quando un intervento giunge a buon fine in un luogo, in un altro poco distante la situazione rimane immutata, se non addirittura peggiorata. Quello che sta accadendo in via Bioglio e via Leoncavallo, a pochi passi dalla stazione dei vigili urbani, non può essere tollerato. Furti di automobili anche se custodite in box privati, spacciatori nascosti dietro ogni angolo, aggressioni e scippi sono realtà all’ordine del giorno che però non possono esistere in un paese civile.

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