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Archiviazioni mensili: maggio 2010

La lotta all’inquinamento passa attraverso l’incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico per raggiungere il luogo di lavoro. La Città di Torino e Amiat concordano con la mia proposta di ripristinare la navetta 46 che consentiva ai lavoratori Amiat di raggiungere il sito dell’ex discarica di via Germagnano senza il ricorso all’auto privata”, lo ha dichiarato in commissione Ambiente Raffaele Petrarulo, consigliere di Italia dei valori alla Città di Torino, firmatario dell’interpellanza che chiede il ripristino del servizio di navetta gratuita da mette a disposizione dei lavoratori.

 “Impegno e disponibilità di Comune e Gtt attendono ora una risposta da parte di Amiat, che a costo zero può offrire ai propri dipendenti la possibilità di raggiungere comodamente e economicamente il luogo di lavoro”, fa notare Petrarulo. L’avvio del servizio di navetta deve infatti attendere il via libera della azienda torinese di gestione dei rifiuti, responsabile della messa in sicurezza del tratto di via Germagnano nei pressi dello stabilimento Amiat, giacché l’intera  strada che conduce alla discarica è ancora sprovvista di marciapiede.

Strade dissestate, pericolose, a rischio agibilità sono una costante del centro città come delle strade di periferia. Contro questo disagio e pericolo con cui i cittadini si confrontano ogni giorno la Città di Torino deve assumere un impegno preciso che non può limitarsi ai rattoppi mal eseguiti dalla manutenzione ordinaria. La manutenzione ordinaria delle strade è affidata alle Circoscrizioni, ma l’impegno economico richiesto non è commisurato a quello elargito.  Di conseguenza si ricorre ad interventi di tacconatura costosi ma insoddisfacenti, effettuati senza controlli sulle ditte appaltatrici né sulle agenzie di servizi.

Ho chiesto di conoscere l’entità e il numero delle richieste di danni che ogni cittadino ha il diritto di esigere dall’amministrazione comunale che non gestisce con accuratezza la manutenzione del manto stradale ed aumenta il rischio di cadute, storte e fratture di pedoni, ciclisti e altri fruitori della strada. Si tratta di una spesa ingente che la città di Torino dovrebbe invece utilizzare per migliorare la condizione delle strade urbane sottoposte ogni giorno all’usura del traffico e delle intemperie. La Città di Torino si impegni ad un maggior esborso di contributi per gestire la manutenzione ordinaria perché venga rispettato l’accordo preso nelle delibere programmatiche. Ma si impegni anche a monitorare e meglio gestire i soldi impegnati nel ripristino dell’agibilità delle strade cittadine”.

“Italia dei valori a favore delle energie rinnovabili, contro il nucleare”, è la precisazione che Raffaele Petrarulo, capogruppo di Italia dei valori alla Provincia di Torino, ha tenuto a fare anche oggi in consiglio provinciale, per l’approvazione delle linee guida e procedurali per la promozione e l’incentivazione delle energie rinnovabili. “Mancano però delle leggi che regolamentano la corretta e oculata installazione di questi nuovi impianti sul territorio piemontese: con l’aumento delle richieste di realizzazione di nuovi impianti, la Provincia si autoregolamenta: per fornire criteri valutativi agli imprenditori che investono, le amministrazioni locali che vedono in quegli impianti una fonte di reddito, per chi deve approvare quegli impianti perché lo faccia in modo omogeneo e univoco”.

 “Biomasse, energia solare, eolica, fotovoltaica e idroelettrica sono risorse inesauribili di energie naturali, ecologiche, a costo zero, che ogni giorno la natura ci dona, ed è nostro impegno di politici incentivarne e facilitarne lo sfruttamento a zero impatto ambientale. Contrariamente a quanto accade per un impianto nucleare la cui progettazione, realizzazione e gestione segnano per l’eternità il territorio dove sorgono” ha sottolineato Petrarulo, dando il parere favorevole di Italia dei valori all’intervento della Provincia per sopperire alla assenza di una normativa cittadina e nazionale che disciplini e indirizzi l’esatta cautela e salvaguardia da applicare a ciascuna tipologia per evitare possibili ricadute negative.

Italia dei valori come baluardo di giustizia, buon governo e parità di diritti. Per questo dallo scorso 2 maggio è stata intrapresa anche dai consiglieri di Italia dei valori alla provincia di Torino la raccolta firme per promuovere tre importanti quesiti referendari.

L’acqua è un diritto di tutti, non un profitto per pochi

L’Ente Provincia di Torino ha già intrapreso il percorso di modifica del proprio statuto per accogliere la proposta di iniziativa popolare a tutela e promozione della gestione pubblica della rete idrica, ma come Italia dei valori chiediamo la cancellazione di una legge che equipara l’acqua a una fonte di guadagno e parla di liberalizzazione. Si tratta, infatti, di una privatizzazione di un bene fondamentale per l’umanità a cui come partito ci opponiamo fermamente.

La Legge è uguale per tutti. Anche per loro.

“Loro” sono i Ministri e il presidente del Consiglio di un Governo che non rispetta le regole, tranne quelle ad personam. Non è immaginabile in alcun altro paese democratico il persistere di un tale conflitto di interessi frammisto a intrighi, scandali, corruzione e affiliazioni con la criminalità che trasforma lo stato italiano in un bene di famiglia da utilizzare e sfruttare secondo le proprie personali esigenze. Attraverso le elezioni gli italiani non hanno trasmesso alle più alte cariche dello stato anche l’immunità dalla colpa. Chi infrange le regole è giusto che paghi, tanto più se ricopre una carica pubblica importante che amplifica la gravità del reato commesso. E la magistratura deve rimanere un organo autonomo e indipendente, senza condizionamenti politici.

Il nucleare è letale, e non risolve il problema energetico.

Già una volta, nel 1987, gli Italiani hanno detto no al nucleare. Perché, nonostante la crisi energetica che ancora caratterizza il nostro paese, non è attraverso la costruzione di centrali costose e pericolose che si risolverà l’emergenza. Soprattutto perché l’Italia non ha giacimenti di uranio, per costruire le centrali occorreranno ingenti investimenti pubblici, e i siti saranno scelti dal Governo e dai privati senza diritto di parola per i cittadini.

 Il referendum è l’ultimo strumento di democrazia rimasto ai cittadini per ribadire la propria volontà. Come per il referendum contro il Lodo Alfano, anche stavolta sono numerosissime le firme che stiamo raccogliendo a sostegno dei nostri tre quesiti. La campagna di raccolta firme si concluderà a fine luglio. L’invito che Italia dei valori rivolge agli italiani è di firmare, oggi, a sostegno del referendum. E di votare domani, perché sia raggiunto il quorum degli elettori e sia ribadita la volontà comune di appartenere ad un paese civile e ancora democratico.

La modifica dello statuto provinciale a favore e sostegno della gestione pubblica dell’acqua non è una risposta incostituzionale a una legge statale”, lo ha precisato Marco D’Acri, consigliere di Italia dei valori alla Provincia di Torino, nel suo intervento a favore della proposta di delibera di iniziativa popolare sostenuta da oltre 9mila firme di cittadini piemontesi.

 “Il dibattito sulla gestione pubblica di un bene essenziale come l’acqua si è sviluppato precedentemente all’intervento statale che, al contrario, è stato portato avanti con una procedura dall’urgenza ingiustificata, perché la direttiva europea che suggerisce la privatizzazione di beni gestiti oggi dal pubblico fa riferimento ai carrozzoni statali che nei passati anni monopolizzavano con rapporti clientelari e bilanci in perdita settori importanti come la telefonia e il sistema dei collegamenti aerei”, fa notare il vicecapogruppo Idv, Roberto Barbieri. “L’acqua, al contrario della telefonia o della compagnia aerea, non può essere liberalizzata, ma soltanto privatizzata – spiega Roberto Cermignani (Idv) – Ciò si traduce, in pratica, nell’affidamento di un monopolio ad un unico gestore, diverso dal pubblico, che punterà sul profitto personale piuttosto che nella fornitura di un servizio efficiente, capillare, economico”.

“Italia dei valori voterà all’unanimità – è la dichiarazione d’intenti di Gerardo Mancuso (Idv) – sia a favore degli emendamenti proposti dalla maggioranza di centro sinistra a Palazzo Cisterna, sia della proposta popolare di modifica dello statuto, per impegnare la provincia di Torino a preservare la gestione pubblica dell’acqua, perché questa continui ad essere un bene essenziale liberamente fruibile e non si trasformi in merce, prodotto da cui trarre un profitto

Nelle piazze e nei mercati, tra la gente, il gruppo di Italia dei valori è impegnato a promuovere un referendum contro la privatizzazione dell’acqua e lo stesso Antonio Di pietro, ieri in piazza Castello, ha ribadito l’impegno comune a favore di un bene preziosissimo per tutti. Ma anche in sede istituzionale l’impegno comune è di votare e accogliere la proposta di delibera di iniziativa popolare che impegna gli enti pubblici locali a tutelare la gestione pubblica dell’acqua. È l’impegno di tutti i consiglieri di Italia dei valori alla Provincia di Torino (il capogruppo Raffaele Petrarulo con Roberto Barbieri, Roberto Cermignani, Marco D’Acri e Gerardo Mancuso) che oggi, in sede consiliare, voteranno a favore della proposta popolare di modifica dello statuto provinciale.

 “La proprietà e gestione pubblica del servizio idrico è un impegno a ciu gli enti locali non possono sottrarsi – dichiara Roberto Barbieri, vicecapogruppo Idv – perché è inimmaginabile concepire una finalità diversa dal pubblico servizio per la fornitura di un bene primario come l’acqua, risorsa non commerciabile”.

Per ribadire meglio l’impegno a favore dei cittadini e della pubblicità dell’acqua, il gruppo di Italia dei valori in accordo con tutta la maggioranza di centro sinistra in consiglio provinciale, propone alcuni emendamenti “scomodi”, perché in apparente conflitto con la vigente legislatura nazionale: “Quella attualmente in vigore è una legge ingiusta, che Italia dei valori chiede di abrogare totalmente attraverso un referendum popolare – sottolinea il capogruppo Idv Raffaele Petrarulo – Contro l’ennesima legge a favore dei soliti noti, noi avanziamo delle specifiche richieste alla Provincia di Torino”.

Gli emendamenti in votazione oggi chiedono:

1.      Assicurare il diritto universale dell’acqua potabile, per la sua peculiarità di bene essenziale alla vita, attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa

2.      La Provincia di Torino assume tra i suoi obiettivi quello di una forte regolazione pubblica tesa alla salvaguardia degli interessi degli utenti

3.      La Provincia assume tra i propri fini la partecipazione, in cooperazione con gli altri enti territoriali, all’organizzazione del servizio idrico integrato e garantisce, nell’ambito delle proprie competenze, la gestione della rete e l’ erogazione del servizio esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici.

Procede con successo la campagna di raccolta firme promossa dai Italia dei valori a favore dei tre referendum abrogativi sull’acqua pubblica, il nucleare e legittimo impedimento, a cui ha preso parte anche il leader Idv, Antonio Di Pietro. “Il nostro dovere di politici e cittadini è impegnato su tutti i fronti – interviene Roberto Barbieri, vicecapogruppo Idv alla Provincia di Torino – dietro i banchetti distribuiti nelle piazze e nei mercati di tutta la penisola, per porre fine democraticamente a una serie interminabile di leggi ad personam o a favore di pochi; ma anche nelle sedi ufficiali come la Provincia di Torino, dove domani appoggeremo la delibera di iniziativa popolare che propone una modifica dello statuto provinciale che impegna l’ente pubblico a tutelare e preservare la gestione pubblica della rete idrica”.

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